20/05/2026
SECOVE, ad Atene il 21 e 22 maggio la finale europea sull’energia sostenibile

Conto alla rovescia per SECOVE: ad Atene il 21 e 22 maggio la finale europea sull’energia sostenibile
Cinque Paesi, 22 partner, due giorni per premiare le migliori idee della nuova generazione di tecnici e ricercatori europei. Tra i partner italiani anche la Regione Sardegna.

Ad Atene si accendono i riflettori sull’innovazione energetica europea. Il 21 e 22 maggio 2026 la capitale greca ospita l’evento conclusivo di SECOVE – Sustainable Energy Centres of Vocational Excellence, il progetto Erasmus+ che da quattro anni mette in rete formazione professionale, ricerca e imprese di cinque Paesi del continente. Due giornate intense, culminanti nella cerimonia di premiazione del concorso internazionale di idee dedicato alla ricerca applicata e all’innovazione nel settore della sostenibilità energetica. A contendersi il riconoscimento finale, i progetti vincitori delle selezioni nazionali svoltesi in Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Slovacchia. A valutarli, una commissione di esperti accademici, ricercatori e rappresentanti dell’industria, chiamata a individuare le proposte europee con il maggiore potenziale di impatto sulla transizione energetica.

Il concorso si è articolato in due binari distinti, pensati per intercettare profili diversi del sistema formativo: Sezione A – Tesi di laurea triennale e magistrale, per valorizzare la ricerca accademica più avanzata in materia di energia sostenibile; Sezione B – Progetti realizzati da studenti di Centri di Formazione Professionale, Istituti Tecnici e Professionali e ITS, con un forte orientamento alla sperimentazione e alle soluzioni applicate. Un doppio canale che racconta bene la filosofia di SECOVE: l’energia sostenibile non è materia per soli specialisti, ma campo aperto a tutte le competenze del sistema formativo.
Cuore operativo del progetto sono i cinque Innovation Hub attivati nei Paesi partner. Ambienti di apprendimento applicato in cui studenti, docenti e imprese collaborano gomito a gomito per testare tecnologie, prototipare soluzioni e trasferire competenze dal banco di scuola al mercato. È da questi laboratori che sono emerse molte delle idee in gara, dimostrando come l’apprendimento esperienziale possa generare risposte concrete alle sfide della transizione energetica. Tra i 22 partner del consorzio figura anche la Regione Sardegna, impegnata in particolare nelle attività di inclusione e networking. Una presenza che porta sul tavolo europeo l’esperienza dell’isola in materia di accessibilità e partecipazione, contribuendo a delineare un modello di formazione professionale che metta al centro le persone prima dei dispositivi. Con l’appuntamento di Atene, il progetto entra nella sua fase finale, ma l’eredità è già scritta: una rete strutturata tra istruzione, ricerca e sistema produttivo, una metodologia replicabile per i Centri di Eccellenza nella Vocational Education and Training (VET), e una nuova generazione di tecnici e ricercatori che ha imparato a pensare l’energia in chiave europea. Il premio di Atene non sarà un punto di arrivo, ma il segnale che la transizione energetica del continente ha trovato la sua filiera della formazione.

Veronica Secci